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Avrei voluto portarvi a Diyarbakir ma le temperature elevate di questi giorni che stanno raggiungendo punte di 40° all’ombra decisamente lo sconsigliano. Meglio allora che andiate a cercarvi po’ di fresco. Un posto ci sarebbe, anche se le minime della notte toccano anche i –5. Si chiama Afyon Kara Hisar che significa, tradotto dal turco, "castello nero dell’oppio". Evoca i grandi campi di papaveri un tempo coltivati nella zona. |
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Scriveva qualcuno che esistono in ogni Paese città, che un tempo fiorenti e colte, sono lentamente declinate ai margini dell’espansione moderna senza perdere tuttavia il loro smalto. Non meno ricca in monumenti ottomani di altri siti dell’interno rimasti nel loro rango – e forse, anzi, ancor più dotate – Amasya è quella di più sottile e persuasivo fascino. |
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Dopo l'annessione della Galazia, realizzata in Asia Minore da Cesare Ottaviano Augusto nel 25 a.C., un tempio venne eretto ad Ancyra, importante centro amministrativo della nuova provincia romana. |
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E’ una delle esperienze più indimenticabili. Le rovine della città di Ani, 45 km ad est di Kars, quasi al confine con l’Armenia, valgono senz’altro il fatico viaggio necessario per raggiungerle. |
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Le ricerche condotte sull'antica metallurgia del Vicino Oriente hanno mostrato che il sud-est dell'Anatolia ha giocato un importante ruolo nella nascita e nello sviluppo dell'attività metallurgica. |
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XX secolo dal francese Louis De La Porte, seguito poi negli anni 50 da un’altra missione francese, quella di Claude Schaeffer. |
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Ogni tanto, ma perché poi non farlo sempre, dovremmo parlar chiaro e dire, secondo quel detto, pane al pane e vino al vino. Ci sia consentito, quindi, di rivestire - una volta - i panni di Cicerone per una sorta di filippica contro il degrado ambientale che purtroppo sta avvolgendo, in una sorta di spirale senza ritorno, la Turchia. |
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Quando si cita il nome di Hattusas, si parla della capitale dell’antico regno ittita, una delle più importanti aree geografiche della Turchia. Dire Ittiti poi significa identificare questo popolo in una grandissima civiltà i cui primi insediamenti nell’Asia Minore risalgono nientemeno che al XX secolo a. C. Il loro fu un impero che lasciò testimonianze ovunque tanto è vero che se ne trova una citazione pure bel Vecchio Testamento dove vengono annoverati con il nome di Hittim. |
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"Prusia ad Olympium". Che volete di più? Quando il nome è così altisonante non ci si può attendere che meraviglie. Ed infatti di Prusia, meglio conosciuta al giorno d’oggi come Yesil Bursa (la verde Bursa), altro si può dire se non che sia veramente – come è stata definita - la Firenze della Turchia per via delle sue innumerevoli opere d’arte. |
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Nel 1959 due studi pubblicati dal prof. Semavi Eyce sembrano chiarire definitivamente la questione dell’identificazione del complesso di Küçükyalı: sulla base delle caratteristiche planimetriche dei resti era possibile, secondo lo studioso, stabilire un confronto più che calzante tra le residenze umayadi quali Mshatta, o quelle abassidi di Ukhaidir con quanto emergeva dal terreno a Küçükyalı. |
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